Dalla Russia a Messina: un viaggio per raccontare il terremoto del 1908
Arte e Cultura

Dalla Russia a Messina: un viaggio per raccontare il terremoto del 1908

Lo scorso 21 aprile al Rettorato dell’Università di Messina è stata inaugurata “MESSINA. 1908. 28 DICEMBRE”. La mostra, promossa dal Centro Orientamento e Placement, è stata realizzata da Varvara Izotova, giovanissima artista moscovita.

Sono 28 le opere serigrafiche, in esposizione fino al 4 maggio al Rettorato di piazza Pugliatti, realizzate da Varvara Izotova, che racconta la tragedia che colpì Messina nel 1908.

Ritratti e paesaggi per delineare un pezzo della storia e dell’identità di noi siciliani. Da un parte si legge la disperazione dei sopravvissuti e dall’altra lo scenario apocalittico post terremoto. Le opere offrono, inoltre, un doveroso omaggio all'eroico intervento della Flotta Imperiale Russa, accorsa dal vicino Porto di Augusta, che vide infaticabili marinai estrarre dalle macerie ben oltre ottocento sopravvissuti messinesi, terribilmente provati dalla tragica sventura.

Varvara, classe 1995, ci racconta - con un italiano spedito e fluido - che a Messina non c’era mai stata ma che da sempre ha avuto una passione per l’Italia e in modo particolare per l’Isola.

A Mosca frequenta il quarto anno dell’Accademia di Belle Arti e adora la serigrafia “semplice, veloce e può essere realizzata su qualsiasi materiale piatto come il legno, molto suggestivo”.

Varvara come ti vedi tra 10 anni?

Un’affermata artista, indipendente, caratterizzata soltanto dal mio stile. Lavoro già come assistente in un laboratorio di serigrafia a Mosca ma la mia arte è in continua evoluzione e in continua ricerca.

In Russia come vengono considerati gli artisti?

In realtà così come accade in Italia anche in Russia il mestiere dell’artista è poco considerato. Si dà più valore ha un mestiere più stabile e sicuro, senza pensare che il ruolo dell’artista è fondamentale per stimolare il pensiero e la bellezza.

Che caratteristiche deve avere un artista, secondo te?

Un artista deve essere speciale, deve riuscire a trasmettere la sua anima. Per esempio, non ero mai stata a Messina. Le serigrafie le ho realizzate attraverso delle foto e quando ho visto con i miei occhi i luoghi che portavano ancora i segni di questa tragedia, l’emozione è stata ancora più grande. Perché quello che ti immagini non è mai quello che poi provi. Mentre realizzavo i pannelli volevo raccontare l’uomo dentro la tragedia naturale, del terremoto. Spesso dimentichiamo di aiutare e di capire le altre persone, tendiamo all’individualismo, ed il legame umano in questa cornice apocalittica, tra paesaggi devastati e intimi dolori ritratti nelle figure umane, è un bellissimo esempio di aiuto reciproco, di unione.

Nel 1908, un disastro del genere non era fronteggiabile come in quest’epoca, nel resto dell’Italia arrivò notizia del terremoto dopo diversi giorni, per questo quei soccorsi umanitari furono e devono essere ricordati come eroici.

Sei già stata in Italia diverse volte, cosa ti piace del nostro Paese?

Mi piace la cultura e l’architettura, segni della ricca storia delle città italiane. Sono stata a Firenze ma anche a Palermo e della Sicilia mi piacciono le chiese, il mare, il cibo e il fascino della gente. E sicuramente voglio tornare a Messina.

di Ylenia Giaimo