Il trasporto su rotaia diventa sostenibile: intervista a Giovanni De Lisi di Green Rail
Startup e Tecnologia

Il trasporto su rotaia diventa sostenibile: intervista a Giovanni De Lisi di Green Rail

Realizzare una traversina ferroviaria da plastica e gomma riciclate. È l’idea alla base di Green Rail, start up fondata dal palermitano Giovanni De Lisi, brevettata in 45 paesi e pronta per essere lanciata sul mercato. Street News ha incontrato Giovanni per farsi raccontare la storia della sua azienda e discutere un po’ di start up e opportunità di impresa per i giovani in Sicilia e in Italia.

Giovanni Maria De Lisi, 31 anni , palermitano, founder e CEO di Greenrail, dagli studi di Giurisprudenza a imprenditore di una start up innovativa ed ecosostenibile. Ci racconti la tua storia?

Ho iniziato a lavorare nel settore ferroviario a 19 anni, quando ho scelto di lasciare gli studi in Giurisprudenza perché non vedevo un futuro da avvocato. Ne ho parlato con mio padre, che mi ha spedito a lavorare come operaio: il mio primo cantiere è stato in Lombardia, a più di 1000 km da casa mia. L’esperienza di cantiere mi ha portato nel 2011 a sviluppare l’idea di Greenrail, l’anno seguente ho fondato la società e ho brevettato il prodotto nel mondo. Oggi il brevetto è definitivo in 45 paesi e pending in ulteriori 33.

Ci spieghi brevemente cosa è Greenrail e quali sono i vantaggi nell'investire nel tuo prodotto?

Greenrail è una traversa ferroviaria realizzata con plastica da rifiuto urbano e gomma da pneumatici fuori uso.

Le traverse Greenrail offrono prestazioni maggiori rispetto alla traversa in calcestruzzo: riusciamo ad abbattere le vibrazioni e la rumorosità del traffico ferroviario rispetto al nostro competitor e riduciamo i costi ciclici di manutenzione della linea ferroviaria. Inoltre il prodotto Greenrail si contraddistingue per la sua versatilità; è un prodotto tailor made cioè compatibile a tutti i tipi di infrastruttura ferroviaria.

Scegliere Greenrail significa mettere in azione una nuova visione del trasporto ferroviario, che unisce tecnologia ed ecosostenibilità. Ogni chilometro di linea Greenrail contribuisce a recuperare sino a 35 tonnellate tra plastica e gomma da pneumatici fuori uso, offrendo una soluzione concreta alle problematiche ambientali. Abbiamo anche sviluppato ulteriori prodotti tecnologicamente avanzati, quali Greenrail Solar, che è una traversa che integra pannelli fotovoltaici che producono energia, e Greenrail Linkbox, che integra sistemi per la trasmissione di dati per la diagnostica della linea e le telecomunicazioni.

Com'è andata la fase di start up della tua azienda? Hai vissuto dei momenti difficili dal punto di vista economico? Come sei riuscito a finanziare Greenrail?

Nel 2012, non si parlava ancora di Startup. Ho fondato un’azienda e mi sono ritrovato nel vortice positivo di crescita dell’ecosistema delle startup in Italia. L’inizio è stato il periodo più complicato ma avvincente, si partiva da zero e bisognava costruire tutto.

Ci sono stati momenti di sconforto e momenti di iper-euforia. Abbiamo finanziato il progetto grazie ai premi vinti ed ai bandi pubblici, tra quali, lo Sme Instrument Phase II H2020 che ha contribuito per oltre 2 milioni di euro alla ricerca e sviluppo dei prodotti.

Oggi, posso sicuramente affermare che è possibile fare startup in Italia, ma sono fermamente convinto che il sistema burocratico italiano non è pronto ad affrontare le innovazioni.

Gli ultimi governi hanno fatto tanto per agevolare lo sviluppo dell’innovazione, penso alla creazione del registro Start Up innovative, alle agevolazioni sulle assunzioni, al credito d’imposta, alle agevolazioni sugli investimenti, iper e superammortamento per l’Industria 4.0, ma se a tutto questo non si abbina la revisione del codice degli appalti, il rischio è quello di innovare in Italia, ma affermarsi commercialmente all’estero. Diciamo che il sistema paese può vantare varie Innovazioni di cui ne usufruiscono altri paesi. Un controsenso. Ma l’Italia è bella anche per questo.

Hai partecipato al programma Mediaset Shark Tank e hai rifiutato una proposta da un milione di euro per il 20% della tua azienda... Cosa non ti convinceva? Te ne sei pentito?

Non consideravo opportuno accettare una valutazione sei volte inferiore alla nostra. La valutazione non era in linea con il nostro reale potenziale. Ho apprezzato molto la proposta di Fabio Cannavale. La proposta milionaria mi ha dato la convinzione che eravamo sulla strada giusta perché un grande imprenditore come Cannavale era pronto ad investire un milione di euro in una fase seed della nostra startup. La mia è stata una scelta azzardata ma vincente perché successivamente a Shark Tank abbiamo raccolto quasi 3 milioni di euro, ma a fondo perduto.

Nel 2017 terminerete i test di certificazione sul vostro prodotto. Adesso arriva la fase commerciale... Come vi state organizzando? Avete già ottenuto degli appalti nel nostro Paese o all'estero?

Stiamo lavorando sullo sviluppo industriale internazionale ed abbiamo interlocuzione avviate con vari partner in diversi paesi, sia europei che extraeuropei. Abbiamo sviluppato un know-how significativo, e siamo in grado di progettare con tecnologia Greenrail traverse ferroviarie che rispettano le varie normative del settore. Riusciamo a dare al cliente finale il prodotto ideale per la propria infrastruttura.

Greenrail è una startup palermitana che inizialmente stabilisce la sua sede legale a Palermo, ma che poi si sposta a Roma e Milano. Perché questa scelta?

Sono convinto che i legami territoriali non sono sempre strategici e vincenti per il business. I giusti equilibri e le giuste condizioni per lo sviluppo di un prodotto e di un’impresa non si trovano sempre vicino casa, ma soprattutto bisogna saper cogliere le giuste opportunità.

Avevamo necessità del supporto scientifico e il Politecnico di Milano era il partner ideale perché tra i migliori centri europei per la ricerca nel settore ferroviario. Ho chiesto il loro supporto e dopo poco abbiamo aperto la nostra sede operativa in PoliHub, l’incubatore e acceleratore di imprese del Politecnico. È nata una forte intesa ed una grande collaborazione.

Greenrail Solar, Piezo e Link Box... avete tanti progetti nel cassetto. Come stanno evolvendo?

Abbiamo intuito che grazie alla composizione dei nostri prodotti, potevano integrare sistemi. Abbiamo deciso di investire nello sviluppo di traverse intelligenti in grado di produrre energia e raccogliere e trasferire dati. Visioni che stanno diventando realtà.

Ad esempio, grazie al prodotto Solar, Greenrail è l'unica realtà italiana ad essere stata selezionata tra 6000 progetti internazionali per esporre all’ Energy Best Practise Area dell'EXPO di Astana 2017, che si svolgerà in Kazakistan dal 10 giugno al 10 settembre 2017.

Attualmente ci vogliono cinque ore perché un Intercity arrivi da Villa San Giovanni a Palermo. Il binario doppio su alcune tratte è pura utopia. Riesci a immaginare le tue traverse "verdi" nella nostra Sicilia, dove il trasporto ferroviario è all'anno zero?

Chiudendo gli occhi direi che non c’è limite all’immaginazione, ma se li apro vedo che la situazione infrastrutturale al sud è surreale, abbiamo strade che crollano e linee ferroviarie da terzo mondo. Lo sviluppo dei territori passa da scelte politiche. Secondo me non esistano territori virtuosi e territori svantaggiati,piuttosto, penso che esistono territori politicamente ben gestiti e territori politicamente mal gestiti.

Data la tua esperienza, che consigli daresti a un tuo coetaneo siciliano che vuole fare startup nel 2017? C'è qualche settore su cui dovrebbe concentrarsi? Puoi suggerirgli degli strumenti attraverso cui finanziarsi e cosa non deve mai mancare?

Consiglio di tirar fuori la determinazione e il coraggio che contraddistinguono il carattere dei siciliani. Più che verso un settore particolare, suggerisco di seguire le proprie passioni e avere una visione che risponda ad una qualità etica del fare.

Esistono vari strumenti per avviare una startup, ma il consiglio è quello di confrontarsi con chi ha un’esperienza consolidata. C’è una gran rete di supporto per le startup siciliane, penso al Consorzio ARCA, incubatore dell’Università di Palermo, tra i migliori in Italia, dove si può trovare il giusto supporto per lo sviluppo di un idea innovativa.

Cosa non deve mai mancare? Immaginazione e coraggio. “Senza immaginazione non innovi , senza coraggio non crei”. Molte idee brillanti non arrivano al successo, perché ci si ferma al primo ostacolo. Gli ostacoli sono fatti per essere superati, sono quelli che danno la giusta spinta a fare sempre di più e meglio, e solo dopo averne superati tanti, sarai in grado anche di aggirarli.

di Cinzia Borgosano