Love love love, un San Valentino a ritmo di Street Date
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Love love love, un San Valentino a ritmo di Street Date

Cioccolatini, mazzi di fiori, ristorante e lume di candela, via proprio. Questo San Valentino abbiamo deciso di "festeggiarlo" in maniera diversa partecipando allo Street Date, uno "speed date" organizzato a Messina. Ecco una cronaca semi-seria della nostra inviata speciale.  

Driiin?! Non è il cellulare ma il campanello dello Street Date

Nothing you can say, but you can learn how to play the game. It’s easy...

Cantavano i Beatles nel lontano 1967 in Our World, una delle trasmissioni televisive più note del tempo. Proprio come loro - io - in qualità di infiltrata speciale della redazione di Street News, ho deciso di partecipare al gioco dell'amore, nel giorno di San Valentino. Sto parlando della terza edizione dello Street Date, uno speed date organizzato da RadioStreet, tenutosi al Le Roi Emotional Drink, presso la Galleria Vittorio Emanuele di Messina. Non potevo mancare a questo evento che mi ha mandata subito in brodo di giuggiole, occasione ghiotta per il nostro Cupido che vuole farci innamorare.

Ma cos'è uno speed date? Si tratta di un gioco simpatico che prevede la partecipazione di concorrenti single ad un appuntamento lampo di 3 minuti, scandito dal suono di un campanello, al termine del quale i cavalieri in senso orario devono spostarsi al tavolo successivo per conoscere una nuova dama e il gioco ricomincia, alla ricerca della tanto attesa anima gemella. Al termine del giro, i ragazzi rimasti colpiti dalle ragazze, rendono pubblica la loro scelta regalando una rosa alla prescelta che deciderà se accettare o meno il fiore dell’amore. Nel primo caso, i due piccioncini vincono due ingressi al cinema.

Colpo di fulmine? Non sempre, dipende da chi abbiamo di fronte. Per scoprirlo, vi mostro chi ho incontrato prima del “Drin! Cambio di postazione!”:

  • Il secchione. Appassionato d'arte, cultura, storia, scienze dell'impossibile e del "so tutto io", che dall'alto del suo innato sapere cerca di conquistarti con tutte le sue nozioni precise e con la più grande lista di suoi successi srotolata lì in tre minuti, per convincerti che lui è l'Imperatore del Mondo e tu invece un piccolo girino che a mala pena riesce a non dimenticarsi la testa quando la mattina esce di casa, e che lotta in questo suo cammino impervio verso la laurea.
  • L'imbranato. Sedendosi non riesce neanche a guardarti negli occhi. Con voce fioca ti dice "io non so da dove iniziare, parla tu". E tu che cerchi di metterlo a proprio agio tra sorrisi e discorsi easy, ma lui niente. Suda e si vuole strappare gli occhi per la vergogna. Avanti il prossimo!
  • O' Sarracino. Ammicca con battutone all'ultimo grido, sfoggia la sua parlantina e il suo fascino da eroe "ca sigaretta mocca, na mano dint'a sacca". Uno sguardo intenso e fulminante. Andateci caute!
  • L'ansioso. Cerchi di tranquillizzarlo, ma lui risponde: "sono tranquillo, sono questi della Radio che mi mettono ansia".  

E infine, forse il più atteso da tutte voi, nei tre minuti di "occhi negli occhi senza parlare" dello Street Date....

  • Il Luigi Tenco de noantri. Ricordando la famosissima scena de "Il tempo delle mele", tra le note di Reality di Richard Sanderson, appoggia queste cuffie alle orecchie della piccola Sophie Marceau. Con una canzone dedicata a te, cioè a me infiltrata allo speed date. Via ai lacrimoni!

Speranza mia era che il romanticismo non fosse ormai sepolto ai piedi di una sfilza di "like" destinati al sorriso di una ragazza sulla sua immagine del profilo. In un'epoca in cui ci sentiamo un po' "tutti tuttologi col web, coca dei popoli, oppio dei poveri", cosa succede quando il nostro volto non è più coperto dalla tastiera qwerty del nostro smartphone? Riusciamo ancora a rapportarci in maniera semplice vis-à-vis senza nasconderci dietro un like su Instagram e un commento via Facebook? Evidentemente sì.

Per fortuna, i ragazzi che ho conosciuto allo speed date sono riusciti a farmi emozionare ancora con dei gesti inaspettati; a stupirmi, regalandomi sensazioni forti, nuove, ma soprattutto vere. Anche con l'imbarazzo iniziale da "primo appuntamento" che ogni partecipante aveva impresso negli occhi. Perché il bello dello Street Date è stato proprio questo, concentrarmi su chi avevo di fronte, accantonando temporaneamente il mondo esterno. Che il nostro lui in questione fosse interessante o meno, non è stato molto importante. Ciò che mi ha colpito, anche se sembrerà scontato, è stato arrivare a casa con la batteria dello smartphone totalmente carica. Perché è impossibile dar retta al mondo virtuale quando hai solo 3 minuti di tempo per renderti conto di chi hai di fronte. Finalmente non c'è stata l'ansia delle spunte blu e dell'ultimo accesso, perché nel bene o nel male, i nostri occhi parlavano da soli.

Forse ho una visione troppo apocalittica dell'amore, però quando ho guardato l'emozione riflessa negli occhi del mio lui sconosciuto, ho capito che qualcosa nella vita offline può ancora accadere.

Torniamo a ballare i lenti, magari con una cuffia in testa e i telefoni lasciamoli spenti.

Vive l’amour!

di Giada Passarello