Web e memoria collettiva, quattro giovani siciliani lanciano Myseum
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Web e memoria collettiva, quattro giovani siciliani lanciano Myseum

Il 5 marzo 2017 è stata lanciata Myseum, la nuova piattaforma virtuale, ideata da quattro giovani siciliani, che ti permette di creare il tuo museo individuale e di condividerlo con il resto del mondo. A un mese dall’apertura abbiamo esplorato il portale per scoprire gli oggetti che contiene.

Nasce Myseum.co, il museo di tutto e di tutti, una piattaforma online dedicata a collezionisti e artisti di tutto il mondo e pronta a ospitare gli oggetti più svariati, dai ricordi che occupano le nostre soffitte a veri e propri cimeli di un passato più antico. Il progetto è stato ideato e realizzato da quattro giovani siciliani provenienti da ambiti disciplinari diversi, ma uniti dalla passione per il collezionismo: Alberto Mangione (CEO), 40 anni, di Ragusa; Livio Lombardo (CMO), 29 anni, di Catania; Danilo Garro (Art director), 34 anni, di Siracusa, e Sebastiano Cataudo (CTO), 26 anni, anche lui ragusano.

In un mondo concentrato prevalentemente sul presente, sull’istantaneo – come spiega il manifesto del progetto - l’idea di base è quella di creare uno spazio virtuale in cui sia possibile conservare e ridare importanza agli oggetti del passato che hanno contribuito a formare la cultura e l’identità collettiva. Non si tratta, però, solo di una cornice espositiva, ma soprattutto di un luogo di condivisione, un ecosistema all’interno del quale è possibile visitare i musei altrui, partecipare a progetti comuni, vendere e acquistare oggetti da collezione, entrare in contatto e scambiarsi idee e ricordi.

Entrare a far parte di Myseum è molto semplice. Basta creare un proprio account e iniziare a caricare le foto degli oggetti che si ha intenzione di condividere, inserendo le informazioni necessarie a catalogarli, come il tipo di oggetto, l’anno di produzione e una breve descrizione. Una volta inserite le immagini, queste diventano non solo parte della propria collezione personale, ma anche di quella collettiva. Il portale permette, tra l’altro, agli artisti, di esporre e di creare delle mostre personali, siano esse, per esempio, fotografiche, pittoriche o scultoree.

Dal calamaio in onice costruito nel 1890, all’Apple III del 1980, al ventaglio cinese del 1870; a poco più di un mese dal lancio, la piattaforma raccoglie gli oggetti più disparati provenienti da epoche e continenti diversi. Ma il progetto dei giovani siciliani non si ferma al virtuale, è infatti possibile, tramite il sito, fare donazioni a musei fisici per supportare l’opera di salvaguardia della memoria collettiva sia nel digitale che nel quotidiano.

di Gabriella Fiorentino